Un imperatore in Acadia

15 ottobre  – Bar Harbor, o Bah Habbah (come la pronunciano gli abitanti) nel Maine si trova sulla Mount Desert Island, a 450 km a nord di Boston,  a un passo dall’Acadia National Park.  Dalla metà dell’Ottocento fino alla Seconda Guerra Mondiale ha costituito la meta vacanziera privilegiata dell’alta borghesia bostoniana, come si intuisce dalle eleganti mansions in giro per il paesello. Qui Marguerite Yourcenar ha vissuto a lungo, qui ha scritto gran parte delle Memorie di Adriano e qui è sepolta. Mi piace pensare che abbia abitato in una casa come questa

Acadia National Park © Giuseppe Marone

Acadia National Park © Giuseppe Marone

e da lì, vedesse qualcosa di molto simile a questo.

Mount Desert Island © Giuseppe Marone

Mount Desert Island © Giuseppe Marone

Se ci fosse ancora Massimo Catalano rifletterebbe così: è molto meglio scrivere un capolavoro della letteratura mondiale in una villa su una scogliera a precipizio sul mare che scrivere una boiata in una catapecchia con vista su una discarica….

Adesso Bar Harbor è una località turistica accessibile a troppi, invasa con regolarità tre volte alla settimana da croceristi che sciamano dalle navi per visitare le quattro (veramente quattro) vie che costituiscono il villaggio. Assomiglia un po’ a Ischia, con le strade tortuose immerse nella vegetazione, il mare che si insinua tra gli isolotti rocciosi e coperti di alberi e l’atmosfera di rarefatto relax. Certo, un po’ più fresca della nostra Isola Verde, ma diciamo che lo stile è quello. Quando si arriva al villaggio, con le case in legno colorato, il molo e le barche attraccate ho sperato che Jessica Fletcher sbucasse da qualche angolo e mi venisse incontro. Anni e anni di condizionamento cine-televisivo producono in me una specie di allucinazione continua da cui mi scuoto, per fortuna, quando io e G. vediamo un tizio che armeggia vicino a una moto, che è nientemeno che una Guzzi California. Una Guzzi nel Maine! Sempre per mettere in pratica la teoria di approfondimento del pacchetto di c****i degli altri, ci avviciniamo, G. si qualifica come orgoglioso proprietario Guzzi – apre la giacca sul petto, modello Superman, e mostra orgoglioso la felpa col logo della casa di Mandello del Lario – e chiediamo come ci è arrivata una Guzzi, anzi una Gusi, nella terra delle Harley. Il simpatico e ciarliero biker racconta che si era innamorato della moto ancora prima di vederla, solo dal rumore che produceva, sentendola salire per i tornanti del Mount Cadillac. Lo ha definito come “la voce di una bella ragazza che ti sussurra dolci parole all’orecchio”. Poi l’ha vista e si è innamorato anche del resto. Capito? Anche nel rude biker si cela un poeta.

L’Acadia National Park è interessato dal nefasto shutdown: tutti gli accessi al parco sono sbarrati. Sì ma sono chiusi per le auto, mentre a piedi si può andare tranquillamente ovunque. Per noi che siamo abituati a lasciare l’auto lungo il ciglio della strada e a camminare per una giornata intera senza incontrare mezza guardia forestale, a sentieri segnalati o troppo o troppo poco, senza poter contare su un rifugio che sia uno, alla fine questo shutdown non ha spostato di una virgola i nostri programmi. Quindi l’escursione al Mount Cadillac – anche qui, Monte è un parola grossa, arriva a 466 metri – si può fare tranquillamente, e ne vale la pena.

Dal Mount Cadillac © Giuseppe Marone

Dal Mount Cadillac © Giuseppe Marone

A ridiscendere, sul versante opposto, ci vuole un po’ di attenzione. È pur vero che sono solo 500 metri scarsi, ma il versante ovest è in pratica una lastra di granito liscio che scende verticalmente, a “precipicchio” sul Bubble Pond. Dove si interrompe il granito, il sentiero – per modo di dire – è formato da massi enormi da superare su cinque appoggi (mani, piedi e popò). Però il panorama ripaga abbondantemente. Se poi ci aggiungiamo anche un’aquila testa bianca che gira maestosa sopra le nostre teste, possiamo dire che la giornata ha avuto un senso.

Bubble Pond © Giuseppe Marone

Bubble Pond © Giuseppe Marone

Eagle Lake © Giuseppe Marone

Eagle Lake © Giuseppe Marone

Sempre Eagle Lake © Giuseppe Marone

Sempre Eagle Lake © Giuseppe Marone

L'unico ranger in servizio © Giuseppe Marone

L’unico ranger in servizio © Giuseppe Marone

[fine quarta parte]

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8 risposte a Un imperatore in Acadia

  1. rossodipersia ha detto:

    Posti meravigliosi. Come vivere di rendita per il resto dell’anno con gli occhi pieni di colore. Complimenti al fotografo specialmente per la foto allo scricciolo!

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  2. Maria A. ha detto:

    Sei bravissima come reporter!
    Hai visitato la casa della Yourcenar?

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  3. Emilio eFranca ha detto:

    Dry well e’ errato, si voleva scrivere, come indicato nel commento delle 18:42,very well

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  4. Emilio eFranca ha detto:

    Very well

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  5. Emilio eFranca ha detto:

    Dry well

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