Gli Abitatori delle Palestre 2.0 – seconda parte

Calorie consumate e calorie “percepite”

Dicevo che queste diaboliche app, se opportunamente impostate con i dati personali, sono in grado di produrre una quantità impressionante di informazioni, tra cui anche il consumo calorico. Ciò è fonte di grande avvilimento, perché noi pensiamo di consumare molto di più di quello che dice la app. Per esempio, in 9 minuti di tapis roulant a ritmo medio-basso, dice la app, consumi 50 micragnose calorie, mentre a te sembra di aver consumato tutto quello che hai mangiato a pranzo, a colazione e a cena la sera prima. La caloria percepita ha un valore molto più alto di quella reale e quando scopri che ti sei sopravvalutata come consumatrice di kjoule ti prende lo sconforto. D’altro canto, in un minuto riusciamo a mangiare comodamente un Bacio Perugina, che di calorie ne ha quasi 90. La caloria percepita qui invece è molto minore della realtà, perché il sapore svanisce subito ma le conseguenze restano sulla ciccia per (quasi) sempre. Se volessimo mangiare un Bacio al minuto, gesto atletico alla portata di tutti, dopo 9 minuti avremmo messo dentro 810 calorie, rendendo di fatto praticamente inutile fare attività fisica perché non ce la faremmo mai a portare il saldo calorico in negativo. La Natura è sempre maligna per noi poveri umani: perché la cioccolata è libidinosa ma ha un apporto calorico stratosferico mentre la zucchina lessa scondita è praticamente priva di calorie ma fa schifo? Non era meglio il contrario? e in ogni caso, non era meglio vivere in una beata ignoranza calorica e sudare senza sapere quanto consumiamo?

Ancora virtuale verso reale

Un altro servizio offerto dalla palestra sono i corsi virtuali. Una volta si andava in palestra anche per socializzare, per scambiare due chiacchiere, per vedere gente un po’ diversa dai soliti colleghi/amici/parenti. Ci si iscriveva a uno di questi corsi, che nel tempo hanno assunto nomi assurdi tipo Zumba step, Cardio Coreo, Body Attack ma gira che ti rigira sono sempre attività schiattapanza e schiattapolmoni. Adesso l’istruttore, pardon il trainer è proiettato su uno schermo e una voce monocorde ti dice quello che devi fare mentre questo pupazzo (non sono ancora riuscita a capire se sono persone vere oppure un cartone animato) ti mostra l’esercizio. Una tristezza infinita. Per fortuna questa moda è passata e sono tornati i trainer in carne, ossa e muscoli, anche se esiste anche una via di mezzo, cioè sullo schermo viene proiettata una seduta di allenamento, tenuta da tre istruttori in una palestra con gente vera che smadonna con loro e tu fai lo stesso dalla tua palestra. Ma non è la stessa cosa, a noi popoli latino ci piace sudare dal vivo, mica in differita con un oscuro trainer della California (sì perché questi video sono in inglese, tra l’altro).

L’inglese da palestra

Ecco appunto, l’inglese. Pare che per fare attività fisica sia imprescindibile una conoscenza della lingua del Bardo. Gli esercizi sono scioglilingua che sembrano brani del Beowulf e le macchine da palestra hanno nomi che sembrano presi da Finnegans’ Wake, per non parlare degli acronimi che per capirli ci vuole un corso di inglese, anatomia e ortografia, Qualche esempio? squat, plank, skip, rowing (ancora comprensibile) poi burpees, jacknife, dips, reverse crunch, up & ups e già qui la faccenda si fa cupa per poi oscurarsi del tutto con rear delt, curl man, bear walk. Una sezione a parte merita la parte internazionale con Russian Twist, French Press e Swiss Ball Rollout. E delle fantastiche quanto incomprensibili abbreviazioni come AMRAP, EMOM, TRX, HIIT, cardio PHA, ne vogliamo discutere? A mettere il carico a coppe su questa ondata di anglofonia estrema ci si mettono pure gli istruttori, pardon trainer, che ti dicono di SWITCHARE tra un esercizio e un altro, di fare per ultimo l’esercizio sul tappeto perché così SLIMMI di più, che la tua maglietta di tessuto sintetico non SMELLA troppo. Quando fanno così li metterei in ginocchio sui ceci e gli farei leggere tutte e tre le cantiche dantesche.

Yoko “Ano”

Antidepressivo efficace ed economico

Siamo a metà marzo, la frequentazione della palestra prosegue più o meno regolarmente e bisogna dire che qualche risultato si vede. Per il momento il fisico da Signora Rotondetta è scongiurato, anche se devo stare attenta anche all’acqua che bevo (sono una di quelle persone che ingrassa bevendo acqua, oppure al solo pensiero di addentare un croissant) e devo mantenere sveglio un metabolismo che ha frequenti crisi di sonnolenza. Ma fa niente, l’importante è muoversi e stare un po’ attivi. Nonostante la musicademmerda che purtroppo non si riesce a debellare, tipo Rápido Y Lento – ma mi raccomando con remix di Smoothies & Vazar che fa ancora più schifo – gli allenamenti proseguono bene, anche se a volte mi scoraggio un po’ perché, al pari delle calorie percepite, anche l’impegno percepito e quello reale quasi mai combaciano. In questi casi, quando la tristezza mi sta per ghermire, mi proietto nella mente la copertina dell’album (inascoltabile, per la cronaca) Two Virgins di John Lennon e Yoko Ono e guardo le chiappe di lei. Quando uscì l’LP Yoko aveva 35 anni e le natiche come le guance dei cani boxer. Io a 53 non sento ancora il desiderio di apparire sulla copertina di un disco.

Prossimo post: Gli AdP – L’istruttore, pardon, il trainer

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Una risposta a Gli Abitatori delle Palestre 2.0 – seconda parte

  1. alebici ha detto:

    Ti lovvo Lory ❤

    "Mi piace"

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