Scherza coi Santi (e lascia stare Fante)

In questi giorni (dal 21 al 23 agosto 2020) a Torricella Peligna si tiene la XV edizione del John Fante Festival “Il dio di mio padre”. John Fante è stato uno dei primi scrittori americani di “seconda generazione”, figlio di emigranti italiani ma nato e cresciuto negli USA. La sua produzione letteraria è stata riscoperta relativamente di recente (negli anni 90) grazie a Charles Bukowsky che lo ha definito il suo scrittore preferito. Nel paese di origine di Nicola Fante, padre di John, ogni anno alla fine di agosto si compie una piccola magia. Il borgo si anima di presentazioni di libri, spettacoli ed eventi culturali, con presenze di rilievo del mondo della cultura e dello spettacolo. Ecco il link alla manifestazione https://www.johnfante.org

Quello che segue è un racconto in cui realtà e fantasia si mescolano – ma quanto è bello e divertente “addomesticare” i fatti a favore della narrazione? – e in cui MAIUSCOLE e minuscole fanno la differenza tra uno scrittore americano e un condottiero italico.


Scherza coi santi (e lascia stare Fante)

Alzi la mano chi non ha mai sbirciato un oroscopo o non si è mai fatto leggere i Tarocchi, specialmente in prossimità di un passaggio cruciale della vita. Quale momento più propizio, quindi, per farmi leggere le carte prima dell’esame di maturità, rito di iniziazione di noi appartenenti alla generazione X?  In quel 13 giugno di un secolo fa, tutta la V C del liceo Fermi decide di sfondarsi di zucchero filato e bagigi in quel di Prato della Valle, alla sagra del Santo – con la maiuscola e senza nome, perché noi a Padova, con Antonio abbiamo un rapporto così speciale che non serve chiamarlo con nome proprio. 

Tra giostre, attrazioni e banchi di noccioline americane (i bagigi di cui sopra), mi imbatto nel tendone di “Madame Sosostris, famosa chiaroveggente”. Fresca di studi di letteratura inglese, non posso non rimanere colpita dalla citazione colta e varco spedita la soglia del boudoir della maga. Mi trovo davanti a una donna dai capelli lunghi, ricci e crespi, dal viso severo e attraente, appena movimentato da un neo in mezzo alla fronte, come un “bindi” dipinto da Madre Natura. L’aura di esotismo e mistero è appena incrinata dallo strumento divinatorio che Madame padroneggia. Con un’astuta mossa di co-marketing territoriale, invece dei Tarocchi, come mi aspettavo, la chiaroveggente mescola un mazzo di carte trevigiane, molto locali, “etniche”, si direbbe adesso, ma decisamente poco intriganti e molto prosaiche. La prima carta che sguscia dal mazzo è il “pampalugo”, il fante di spade, che in dialetto sta ad indicare una persona non proprio sveglia e intelligente. Cominciamo bene, penso tra me e me, ma per Madame Sosostris l’interpretazione della figura è ben altra. Come se mi leggesse nella mente, mi rassicura subito. D’altra parte, la maga è lei.

≪Incontrerai un fante armato non di spada, ma di penna e ti farà superare una prova importante≫ sentenzia solenne Madame ≪e ancora, sul tuo cammino ti si parerà davanti un altro guerriero dalle forme muliebri con un enorme cappello che ti accoglierà nella sua terra≫ continua sibillina, come deve essere, data la sua natura di oracolo. Chiude il suo vaticinio con un prosaico ≪Fanno diecimila, lasciale pure sul cestino a sinistra, grazie≫.

All’esame di maturità, di soldati, non c’è stata alcuna traccia, per cui ho etichettato la profezia di Madame come il vaneggiamento di una veggente da strapazzo. Dieci carte buttate nel cesso, ma che fa, poi alla fine l’esame è andato bene, anzi molto bene e della Madame Sosotris padana mi sono presto dimenticata.

Le sue parole mi tornarono in mente due mesi dopo, quando, seduta in un’aula enorme con altri seicento candidati, mi arrabattavo per superare l’esame di ammissione alla famigerata Scuola Interpreti di Trieste. Il brano da tradurre era di uno scrittore italo-americano di cui, lì per lì, non afferrai il nome. Scoprii poi, alla prima lezione di traduzione, che Madame Sosostris aveva (pre)visto giusto: il brano era tratto dal libro di (un) Fante, di nome John e da quel dì faccio sempre attenzione alle maiuscole. Il “fante” Fante mi era stato accanto in un momento topico e, senza ombra di dubbio, mi aveva svoltato il futuro.

La seconda parte della profezia rimase in stand-by per alcuni anni, fino a quando accettai un’offerta di lavoro che dal ricco nordest mi avrebbe portato all’Abruzzo forte e gentile. Durante il mio primo viaggio verso Pescara, sfrecciando lungo l’autostrada, ogni tanto buttavo uno guardo su quel paesaggio che presto mi sarebbe diventato caro e familiare. Qualche agricoltore con la passione del disegno, sulle ondulate colline a ridosso della A14, aveva tracciato sui campi di grano la sagoma inconfondibile del guerriero di Capestrano, quale forma di benvenuto in regione ai forestieri. L’immagine evocata da Madame Sosostris tanti anni prima emerse con nitidezza, smentendo il mio scetticismo di allora. Ancora una volta un fante, questa volta antico, prezioso e ammantato di mistero mi stava accompagnando verso una nuova fase della mia vita. 

Il guerriero di Capestrano (foto dal sito MIBACT Direzione regionale musei Abruzzo)

Dopo tanti anni, mi chiedo oggi se la profezia della cartomante si sia esaurita. Se il cerchio si sia chiuso per davvero. Ora vivo non lontano da dove Nicola “Nick” Fante ha iniziato il suo cammino, e, se andassi ancora da Madame Sosotris, mi piacerebbe che vedesse un altro Fante sul mio cammino. E questa volta le chiederei di fare attenzione a maiuscole e minuscole, quando esprime i suoi vaticini.

Questa voce è stata pubblicata in Lingua, Pensieri in mutande e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Che ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.