Il Mostro Inviato alla fonte del Beato Mariano

Il vostro Mostro Inviato ha preso parte all’uscita organizzata dall’infaticabile ASD MTB’s (sic!) Friends Abruzzo alla fonte del Beato Mariano, nei dintorni di Roccacasale (PE) alle falde del monte Morrone, con terzo tempo alla Tana del Rosso. È andata bene come la volta scorsa? Ni.

Assenze e Presenze

Un bel gruppone di biker si è ritrovato al punto di partenza per l’escursione, appena fuori l’abitato di Roccacasale. Ad essere proprio pignoli, il luogo prescelto non era proprio di gran buon auspicio, visto che eravamo al parcheggio del cimitero, ma noi biker non ci lasciamo suggestionare. Abbiamo salutato con piacere l’arrivo di due elementi da fuori regione (Lombardia e Puglia) e con rammarico abbiamo notato, tra le altre, l’assenza del biker Paolo del Direttivo e del biker Peppe, responsabile del settore (ri)-animazione e intrattenimento.

Dopo le solite operazioni di sbarco, alle 8.52 si parte!

Roccacasale (foto da internet)

Senza sali, non sali

Dopo un breve falso piano si inizia a salire e il gruppone si sgrana subito. In testa gli scalatori, posseduti dallo spirito di Pantani, salgono rapidi e leggeri. Al centro il peloton e in coda il vostro Mostro Inviato, che da subito aveva optato per una salita lenta ma inarrestabile, in buona compagnia dei biker gentiluomini Milvio e Lucio, che gli hanno cavallerescamente fatto compagnia per un bel tratto, anche se avrebbero voluto scappare via con gli altri. Nel frattempo l’aria si scalda, la fatica inizia a farsi sentire e la scorta di liquidi del Mostro si riduce drasticamente fino ad esaurirsi. Grave errore tattico: va bene portarsi la scorta di sali (integratori) – altrimenti NON sali, come acutamente osserva Lucio – ma serve anche la doppia borraccia! Confortato dai compagni di cammino il Mostro Inviato arriva, un po’ provato, alla prima tappa del percorso: il rifugio Colle delle Vacche.

Bel vedere con brutta sorpresa

Al rifugio, una fonte, c’è. Ma, come diceva Benjamin Disraeli, “the unexpected always happens” che tradotto significa che la sfiga è sempre in agguato. Infatti un bel cartello appiccicato alla canna dichiara che l’acqua non è potabile. Appena il tempo di elaborare il significato del cartello e smadonnare in silenzio che i biker confortano il Mostro Inviato asserendo che tutti hanno bevuto l’acqua e non è successo (ancora) niente. Siamo o non siamo un gruppo coeso? Quindi condividiamo la sorte e via una bella sorsata. Se sto scrivendo e se i biker mi leggono significa che l’acqua, alla fine, era potabile. Dal Rifugio si gode una vista spettacolare sulla Conca Peligna, un colpo d’occhio veramente incredibile, che giustifica pienamente la fatica della salita (di cui non metto la foto perché chi la vuole vedere, se la deve conquistare a colpi di pedale).

Beati con il beato

Dal Colle delle Vacche si riscende per un piccolissimo tratto e dopo un bel sentiero in mezzo al bosco si arriva alla fonte che giustifica il nome dell’escursione, la fonte del Beato Mariano che in realtà si chiamava Domenico. La tradizione vuole che nel tardo XVIII secolo il pastore Domenico, mentre pascolava le pecore, fu colto da una botta di calore e stremato per la mancanza di acqua in quella zona, si addormentò. In sogno gli apparve un frate (abruzzese sicuramente) che gli disse “Ndundì, svejiet’, bruci dalla sete e l’acqua ti scorre sotto la testa!” Il ragazzo, risvegliandosi, si accorse che proprio dove aveva appoggiato il capo zampillava dell’acqua fresca, la stessa che abbiamo bevuto noi – questa volta, potabilissima, altissima, marianisssima. Una bella pausa tra chiacchiere e un po’ di riposo, poi si riparte. Scendendo, si incontra un pianoro denominato Valle dei Preti, alla fine del quale parte la carrareccia sassosa e sinuosa che riporta al paese.

Cartellino Rosso

I quattro chilometri di discesa sono stati divertimento puro, in mezzo a sassi, tornanti stretti – un paio veramente stretti – aria bollente in faccia, lucertole che scappavano in mezzo ai sassi ma alla fine tutto bene, anzi benissimo visto che il Mostro Inviato tra i sobbalzi della discesa ha perso il suo ciclocomputer ma che il biker Mattia ha gentilmente recuperato. Il terzo tempo alla Tana del Rosso prometteva bene, le recensioni su Trip Advisor erano allettanti ma spesso succede che la partenza è a razzo e l’arrivo è a … organo riproduttore maschile. Quindici biker super affamati come lupi della steppa si sono visti arrivare poche portate e anche contenute. Per fortuna la compagnia e la convivialità hanno compensato la delusione per la frugalità (per così dire) del pranzo. Quindi cartellino ROSSO per il ristorante (al quale propongo di cambiare nome in Sòla del Rosso) e invece semaforo verde per il gruppone.

la bella discesa dalla fonte al paese (foto di Sergio Andrés Rossi Martínez)

Dal vostro Mostro Inviato a Roccacasale è tutto.

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