Il Mostro Inviato alla consegna dei Nobel

mostro_inviatoIn Italia la tv trasmette la cerimonia di premiazione dei TeleGatti, in Svezia invece quella dei Nobel. Se dovessimo valutare il nostro italico Stivale anche sulla base di questo parallelo televisivo…

Ma cominciamo dall’inizio.

Il vostro Mostro (che è sempre sul pezzo) è stato ospite presso carissimi amici a Stoccolma, proprio nel periodo in cui la città era infestata dalla presenza di medici, economisti, chimici, fisici, letterati e quant’altro, tutti convenuti nella splendida capitale nordica per la cerimonia ufficiale di consegna dei Nobel. Cerimonia e soprattutto, banchetto a seguire, che sono stati trasmessi in diretta da SVT1, canale corrispondente alla nostra Rai1. Gli amici del Mostro, sapendo della sua passione per i grandi eventi, l’hanno registrata e l’abbiamo rivista insieme.

L’evento si svolge presso il Municipio (Stadshuset) di Stoccolma, un edificio snello come una scatola di scarpe, che si rivaluta un po’ con il bel cortile interno che dà direttamente sul mare. Da lì si gode una bella vista della città, ma diciamo che come palazzo ricorda più Rebibbia che una sede amministrativa. Fa niente, non ci fermiamo sui dettagli.

In buona sostanza, la diretta di quattro e picche ore consiste nel far vedere una quantità di persone vestite rigorosamente da sera – abito lungo per le signore, ma anche quelli da cerimonia giapponesi, quelli con l’airbag dietro – e tight per gli uomini, che sta seduta a tavola ed è occupata prevalentemente in una sola attività: mangiare. Cosa che ci fa sentire questi milletrecento invitati più simpatici e più vicini a noi, perché anche queste eminenze grigie, come noi plebei, sono costrette a ore e ore di banchetto in cui bisogna sorbirsi le chiacchiere del vicino, soffrire per le scarpe strette oppure per l’immancabile reflusso gastroesofageo. Con la differenza che mentre il profanum vulgus parla del mutuo, delle corna del cugino o dell’unghia incarnita, loro parlano della massa dei neutrini, dei meccanismi di riparazione dell’elica del DNA o di analisi di consumi, povertà e welfare. Mica cotica.

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Accademia di Svezia – photo Lonza65

Naturalmente al banchetto partecipa re Gustavo in primis e a cascata tutti gli altri componenti della famiglia reale, a cominciare dal principe Carlo Filippo di Svezia, secondogenito del re e insignito dell’onorificenza stellare di strafigodellamadonna, un vero principe azzurro (già sposato a una commoner, se proprio lo volete sapere). La presenza di teste coronate assicura all’evento la quota minima di materiale da gossip per una serata televisiva, cosa che difficilmente potrebbe essere fornita da un economista o da un chimico. Due commentatrici “a bordo tavolo” hanno il compito di spiegare quello che succede – ben poco – e ad intervalli regolari intervistano vari personaggi coinvolti nell’allestimento dell’evento, dal fioraio che ha addobbato la sala, al cuoco, dal direttore del museo del Nobel al responsabile del cerimoniale. Ad un certo punto si è intravisto anche Mario Draghi, un tocco d’Italia che ci fa fare bella figura, se non altro perché parla un inglese decoroso.

Nonostante la staticità quasi assoluta della scena – fatta eccezione per i camerieri in livrea e le hostess e gli steward vestiti come cadetti di marina – tutta la faccenda ha un fascino sottile e ipnotico, come un rito sempre uguale a se stesso. La parte più “movimentata”, si fa per dire, della cena è quando i premiati pronunciano il loro discorso di ringraziamento – ed è anche quando si capisce qualcosa in più, visto che tutto il resto si svolge in svedese, lingua ostica ai più. Ci si aspetta discorsi pomposi e paludati, ma invece la sorpresa è stata tanta quando uno dei Nobel per la medicina, William Campbell, si è lanciato in una divertente, arguta e iperbolica difesa dei “parassiti”. Come dargli torto, visto che, grazie a loro, ha vinto il Nobel.

Finito il banchetto, gli invitati si trasferiscono nella sala da ballo dove si scatenano al ritmo dell’orchestrina che suona indifferentemente balli da sala e rock’n’roll, proprio come ai matrimoni nostrani.

Di questa diretta-fiume, rimane in mente il discorso di Thomas Lindhal, durante il quale ha ricordato di essere stato bocciato in chimica quando frequentava la scuola superiore. Il fatto che fosse lì nella Sala d’Oro è la prova provata che bisogna avere, oltre a una materia grigia di alto livello, la fortuna di trovare chi indirizza bene i nostri talenti, anche se con qualche falsa partenza.

Il Mostro Inviato è stato insignito del Nobel (di cioccolata) - photo Lonza65

Il Mostro Inviato è stato insignito del Nobel (di cioccolata) – photo Lonza65

Nella vita, tutto può accadere. Anche di pensare di odiare la chimica e poi di vincere il Nobel.

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3 risposte a Il Mostro Inviato alla consegna dei Nobel

  1. loretta ha detto:

    Carissima, come al solito sei riuscita a dare un quadro chiaro e ironico della situazione, ora abbiamo molte informazioni sulle serate in Svezia, ma in particolare su cosa facciano tutti quei capoccioni quando si incontrano.Potevamo avere qualche sospetto, ora abbiamo certezze. Grazie

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  2. Gattestonate ha detto:

    La Settimana del Nobel e’ stata indubbiamente arricchita dalla presenza del Mostro Inviato a Stoccolma!!! Che l’ha resa davvero speciale. In una delle prossime edizioni ‘televised’ ci aspettiamo di vedere il Mostro Inviato in scintillante abito da sera tra gli ospiti seduti al Banchetto – Preferably accanto a Carlo Filippo – mi sembra di capire. Mostro Inviato – Nobel Laureate per la Letteratura, come minimo! E la prossima volta, medaglia Alfred Nobel non mangereccia, please! 🙂 🙂 🙂

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