Io e Lui

Prima di lui ce ne sono stati altri.

Non tantissimi, tuttavia un numero sufficiente per confermare la tesi espressa in “Minuetto“: E vieni a casa mia, quando vuoi, nelle notti più che mai, dormi qui, te ne vai, sono sempre fatti tuoi. Tanto sai che quassù male che ti vada avrai tutta me, se ti andrà per una notte… una delle tante canzoni dell’abbondante corrente musical-letteraria “donne-che-hanno-relazioni-di-m****-e-che-cantano-per-farsela-passare” (cit.).

Quelli come lui arrivano all’improvviso, in un luminoso mattino primaverile o in una cupa sera d’inverno, sempre tra capo e collo, quando stai pensando a tutt’altro, a cosa devi cucinare o se ti conviene passare prima a fare la spesa e poi andare dall’estetista oppure il contrario. Si materializzano dal nulla e nel giro di pochi giorni ti monopolizzano la vita in modo sottilmente perverso, non chiedono esplicitamente ma ti portano a farti fare quello che vogliono loro, quando vogliono loro e come vogliono loro. Come sono arrivati, così se vanno, un bel giorno non li vedi più, ti lasciano un po’ di stoviglie sporche, due stracci da lavare e un buco nel cuore.

Scansafatiche di primo livello, passano le giornate stravaccati sul divano – d’inverno – oppure languidamente distesi su poltroncine da giardino, a prendere il sole – d’estate. Si schiodano dai loro giacigli solo per sgranocchiare un boccone oppure per permetterti di godere, per poco, della loro compagnia. Esigenti e dispotici, chiedono affetto immediato e bisogna accontentarli subito, altrimenti sono guai. Come tutti i maschi che si rispettino, non puliscono mai il bagno e dopo averlo usato, lasciano dietro di sé una scia di detriti.

Il Lui di adesso è un nobile decaduto, veste sempre di grigio e i suoi occhi sono “viventi opali”. Ha preso possesso di ogni luogo, fisico e mentale, “giudica, governa e ispira ogni cosa nel suo impero”. Il “suo” impero sarebbe anche casa mia, detto per inciso, nella quale mi sento un’ospite tollerata giusto perché mi rendo utile nelle faccende domestiche e nulla più. Viene da chiedersi, perché allora non lo mandi via?

Non posso.

Non posso perché sono innamorata. Sono innamorata di come cammina, di come si muove, di come si fa coccolare, di come dorme sul divano – su quello che era il mio posto – di come mi guarda quando ha fame. Non posso perché sono stregata dalla sua eleganza innata, da come si lava, da come mangia e da qualsiasi cosa faccia. Non posso perché, per quanto Lui sia esigente, prepotente, sussiegoso e “fetente”, quello che lui dà a me è sempre molto di più di quello che io dò a lui.

Io amo il mio gatto.

Io sono io e voi non siete … ©Giuseppe Marone
Io sono io e voi non siete un … ©Giuseppe Marone

5 risposte a "Io e Lui"

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  1. Che dire? Anch’io sono perdutamente innamorata di un despota peloso, quindi i tuoi sentimenti sono i miei. Splendida dichiarazione d’amore, Lorenza! E, come sempre, è un piacere leggerti: complimenti! Una carezza a S.A.R. Gigio

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  2. Splendida dichiarazione d’amore che ogni uomo vorrebbe sentirsi fare. Ma non mi inganni io lo sapevo che era diretta a SMR re gigio. E’ veramente bello. Non vorrei sbagliarmi ma lo vizi un pò, vero. Io amo i gatti e posso capire la tua passione, Complimenti sei sempre super.

    Piace a 1 persona

    1. Vero, SAR è viziato, ma non da me, te lo posso assicurare, carissima Loretta. In famiglia c’è qualcun altro che lo tratta coi guanti bianchi anche quando non se lo merita…

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