Borsa lettori – titoli di gennaio, febbraio e marzo

Viaggiare a costo quasi zero nello spazio e nel tempo è uno dei tanti vantaggi di leggere. Non servono documenti, né valuta straniera, né valigie. Dai che si parte.

All’inizio dell’anno mi sono imbarcata nello sciabecco di Redouane e Othmane, i protagonisti di Cristiani di Allah di Massimo Carlotto (edizioni e/o, € 19,00) e con loro sono andata ad Algeri, al tempo dell’assedio da parte di Carlo V nel 1542. La trama è deboluccia e anche banalotta ma è magistrale la descrizione della città, della gente e dell’atmosfera del tempo, arricchita da un cd di musiche (incluso) che da solo vale il prezzo del libro. Carlotto mi piace di più quando racconta le storie del nordest, qui convince a metà. Se dovessi scegliere tra leggere il libro e ascoltare il cd, sceglierei la seconda che ho detto.

Da Algeri mi sono spostata in Sicilia con Alla tavola di Yasmina, di  Maruzza Loria e Serge Quadruppani, (Mondadori, € 12,00) ai tempi della dominazione normanna. In pratica è un libro di ricette con qualche storiella in mezzo, ma a parte una salivazione esagerata e un languore allo stomaco, non è rimasto granché. Lettura evitabile.

Dalla Sicilia a Istanbul con il diario di viaggio di Emilio Rigatti, La strada per Istanbul, (edizioni Ediciclo, € 14,00). Rigatti è partito in bici da Trieste ed è arrivato a Istanbul assieme a Francesco Tullio Altan e a Paolo Rumiz. Mi aspettavo qualcosa di più coinvolgente, specialmente dopo aver letto, a suo tempo, i resoconti di Paolo Rumiz su Repubblica . Ma Rigatti è professore di scuola (con tutto il rispetto per la categoria) e Rumiz è reporter con i controcavoli. E la differenza si sente. Resta comunque un libro interessante e ricchissimo di informazioni, per chi volesse intraprendere l’impresa. Lettura così così.

Mi sono fermata in Europa con un libro che è stato la mia bestia nera per circa quindici anni ma alla fine ce l’ho fatta a leggerlo. Danubio di Claudio Magris (Garzanti Elefanti, € 12,90) è una mattonata intergalattica, inutile negarlo. Ogni singola pagina è così densa di riferimenti, citazioni, rimandi e allusioni che, ad approfondirle tutte, sarei ancora a pagina 3. Ma nella sua piombigna pesantezza è intrigante, porta a scoprire luoghi ammantati di fascino, a rivedere il nostro concetto di Europa. L’ideale sarebbe leggerlo con Magris in persona a fianco, che ti fa la spiega di tutto, magari in sella alla bici sulla splendida ciclovia del Danubio. (Detto per inciso, come persona Magris mi piace da matti). Lettura per masochisti o per mitteleuropei convinti.

Re Gigio è l'unico a divertirsi con "Danubio"

Re Gigio è l’unico a divertirsi con “Danubio”

Dal viaggiatore Magris a un viaggiatore sconosciuto, arguto e ironico, Stanley T. Williams (chi era costui?) che attraversa L’Italia in Topolino (traduzione di A. Ancarani e F. Melli, Edizioni Olivares, € 10,00) negli anni ’50. Williams è un professore di letteratura angloamericana, in Italia per i suoi studi, che acquista una Topolino a bordo della quale, con la moglie, percorre gli itinerari classici del Grand Tour. Tra burocrazia pachidermica e irrazionale (non è cambiato niente da allora) e incontri inconsueti, Williams, senza la spocchia tipica dello yankee, racconta con pacata ironia un Paese che, con tutte le sue contraddizioni, ama moltissimo. Come ama la sua piccola auto, che è protagonista principale del libro, alla stregua degli umani. Imperdibili le elucubrazioni sullo zabaione e sui carretti siciliani, le descrizioni della macchinina che affronta con grinta da leonessa infiniti tornanti di montagna e le avventure del professore tra uffici e incartamenti vari. Grazie Marina per avermelo prestato, ecco a cosa servono le amiche. Lettura consigliatissima.

Ritornata in Italia, sono andata in Valle d’Aosta con Pista Nera di Antonio Manzini (Sellerio, € 13,00). L’ho letto per curiosità, dopo che mi era stata segnalata questa riflessione su “L’indice” dal mio prezioso collega e amico affetto dalla sindrome del raddrizza-quadri. Confermo tutto, anzi di sviste ce ne sarebbero ancora (ad esempio, più che una azienda di impianti di risalita, Monterosa Sky sembra il nome di una canale satellitare, ma lasciamo stare) in più ci sono dettagli che sono piuttosto inverosimili (come fa una coppia di pensionati a nascondere e dare da mangiare a ottanta clandestini senza che nessuno di accorga di niente?). Danno fastidio le continue citazioni di marche di abbigliamento e altro: a volte sono espedienti necessari per ricreare un’atmosfera o individuare un periodo storico, ma una marca di vestiti, scarpe, auto ecc. a ogni pagina sa proprio di marchettone pubblicitario. Non è che tra un po’, nella fascetta dei libri sarà necessario scrivere quella cosa che si vede all’inizio delle fiction tv “sono presenti inserimenti di prodotti a fini commerciali”? Lettura irritante.

Dai campi da sci di Champoluc mi sono trasferita nel Nordest per una saga familiare scritta a quattro mani. Gabriella Imperatori e Gloria Spessotto raccontano le vicissitudini della loro famiglia in Questa è la terra, non ancora il cielo, (Luciana Tufani Editrice, € 12,00). In realtà la vicenda parte in Italia e si snoda anche in Messico, Russia, Somalia e California, in una sarabanda di personaggi e vicissitudini  agrodolci, che attraversano la Storia con leggerezza e apparente casualità. La forza centrifuga che fa disperdere i componenti della famiglia per mezzo mondo non riesce a spezzare le radici profonde del nucleo famigliare raccontato come un puzzle in cui le tessere mancanti sono ricostruite con scatenata fantasia e verosimiglianza. Lettura consigliatissima.

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Sempre la famiglia al centro de Il sale, di Jean-Baptiste Del Amo (traduzione di Sabrina Campolongo, Neo Edizioni,  € 16,oo e disponibile anche in formato e pub, € 8,00) questa volta ambientato nel paese di Sète, nel sud della Francia. Una giornata nella vita di Louise, vedova di Armand e madre di tre figli ormai adulti ed indipendenti, si dilata nel racconto delle loro esistenze, raccontate in dettagliati flash back che riportano a galla le lacerazioni intime, i conflitti e i rapporti che li hanno resi quello che sono ora: persone rancorose, irrequiete e intimamente indecise. Il padre Armand è una presenza ingombrante nei ricordi di tutti ed è la chiave di volta delle esistenze dei singoli famigliari. Con la penna affilata come un bisturi, Del Amo affonda profondamente la lama dell’analisi psicologica nel tessuto connettivo della famiglia, ce ne mostra le mancanze, le debolezze e la meschinità ma con uno sguardo pietoso e partecipe, per scoprire che invece di unire, spesso la famiglia separa e allontana. Il susseguirsi dei ricordi, scanditi dai nomi delle Tre Parche, ritma il racconto in modo eccellente, (secondo me ne uscirebbe un film splendido) portando a svelare, un dettaglio dopo l’altro, il complesso quadro delle relazioni personali che sono molto diverse da quelle che sembrano ad un primo sguardo. Lettura stra-consigliata.

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2 risposte a Borsa lettori – titoli di gennaio, febbraio e marzo

  1. rossodipersia ha detto:

    Sto leggendo Il Sale il questi giorni dopo averlo tenuto a stemperare sul comodino per un paio di mesi: non so il perché ma ne avevo timore. Il libro è splendido e adesso ho paura che finisca troppo presto.
    Grazie per gli altri suggerimenti. Ciao 🙂

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    • lonza65 ha detto:

      Destino comune, quello de Il sale… anch’io l’avevo lasciato in salamoia per lo stesso periodo, poi ho capito che era arrivato il momento di affrontarlo e infatti la voglia di leggerlo è arrivata nel momento giusto. Lettura strepitosa, spero ti piaccia come è piaciuto a me.

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