La carica dei 101 ovvero un anno di blog

È passato un anno dal primo post di Verba Volant e questo è il centunesimo. Significa un post ogni tre giorni e mezzo, cosa che, per una incostante e volubile come la sottoscritta, è un discreto passo avanti verso una certa continuità e coerenza, doti a me pressoché sconosciute. Faccio un bilancio del blog – quello personale lo faccio ogni sera e dubito che possa suscitare un qualche interesse – in considerazione del fatto che, per la sottoscritta, Verba Volant si è rivelato un giocattolo straordinario. Pensato come blog a diffusione condominiale, tale è rimasto nei numeri in quanto lo scopo che volevo raggiungere non era quello di fare concorrenza al blog di Grillo per numero di contatti ma di conversare a distanza con amici e conoscenti. Se la quantità è esigua, per contro la qualità dei miei follower è notevole. A loro, che poi siete voi che leggete, va il mio ringraziamento. Vi conosco quasi tutti di persona, quando ci incontriamo non manca occasione per scambiare qualche parola sulle fesserie che scrivo, ma ci sono anche blogger che sono inciampati per caso nei miei post e, incredibile dictu, continuano a leggerli. Incuriosita a mia volta, sono andata a sbirciare i loro blog e sono venuta in contatto con persone dalla penna felice, dall’ironia tagliente, dall’intelligenza vivace, dall’interiorità profonda. Pensavo che tenere un blog comportasse solo scrivere, invece significa leggere molto, moltissimo e di tutto e poi (ma molto poi) mettere nero su bianco.

L’idea di aprire un blog era stata dettata principalmente dal fatto che me ne volevo andare via da quella fogna mediatica che è Facebook. Più di una volta, all’ennesima sterile diatriba in cui sono rimasta coinvolta (mea culpa, mea culpa), sono stata lì lì per chiudere il profilo ma poi ci ho ripensato, perché sono una smidollata senza spina dorsale e anche perché purtroppo FB serve a rilanciare i post di Verba Volant, per cui lo considero un male necessario, ma lo vorrei tanto abbandonare. E poi non posso dirgli troppo male, perché tramite FB ho incontrato Re Gigio, che mi ha trasformato da cittadina repubblicana dotata di un discreto senso civico in un umile suddito di un soffice tiranno peloso, e per di più sono anche felice di esserlo. Però alla fine, il proposito di lasciare Facebook non l’ho trasformato in realtà. Ci riprovo quest’anno. Promesso.

La piattaforma WordPress, tra le tante informazioni che raccoglie e visualizza, permette di vedere i termini di ricerca che hanno portato i navigatori della rete sul blog. Sono tutti  internauti che cercavano altro e che per puro caso sono capitati nelle pagine di VV. E mi si è aperto un mondo. A parte le solite porcate di argomento pornografico che sono di una noia mortale e che non vale la pena di riportare, ad eccezione di un “porni [sic] di cani shitzu” che mi ha fatto ricordare alla lontana, Cicciolina e il suo leggendario pitone, ecco una minima scelta delle occorrenze più assurde elencate da WordPress, scelte per macroargomenti:

1 –  il settore cinofilo spopola

“boule dogue francese lista cani pericolosi” – a giudicare da quanto puzza, il boule dogue può essere annoverato tra le armi di distruzione di massa più infide, pare che Alì il chimico ci stesse lavorando su per diminuirne il potere olezzante.

quanto costano iCorgi [sic]” –  dopo iPhone e iPad, la Apple sta mettendo sul mercato una razza di cani che fanno la iPupù, la iPipì e mangiano le iScatolette.

pensieri di uno shih tzu” – dopo cani attori (Lassie, Rin Tin Tin, Rex ecc.) arrivano anche i cani filosofi. A breve in libreria “Critica della ragion canina”, “Al di là del bene e del cane”, “De rerum natura canina”.

2 – palestre, attività fisica e zone limitrofe

baricentro di armadio spogliatoio” – a metà tra un problema di geometria e uno di spazi ristretti. Amico, ma che ti serve saperlo?

quando nuoto in apnea l’area [sic] la prendo dal naso o dalla bocca” – a meno che tu non sia un delfino, la vedo dura da entrambi i pertugi.

frasi ironiche su istruttori di bodybuilding con la figura di uno scheletro” – sono trent’anni che vado in palestra ma non ne ho mai sentite…

3 – la biancheria intima è un tema molto sentito

perizoma volant” – il triangolino di stoffa è già fastidioso di suo, ci vogliamo mettere anche quelle inutili appendici?

tanga rai” –  nuovo gadget per chi paga il canone

perizoma recenti” – cioè cambiati di fresco?

4 – le grandi domande esistenziali

come vestirsi per concerto Zucchero

il cavalier king scoreggia?”

come si chiama la canzone dove si fa vedere la cicciona con hai [sic] lati due di colore?

come lucidare maniglie ottone via labbronzatura [sic]”

ad aerobica si mettono le mutande?”

… e molto altro ancora. Ma per ora mi fermo qui. Buon anno!

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Una risposta a La carica dei 101 ovvero un anno di blog

  1. Lorella Pomponio ha detto:

    …maaaa…..da schiavo a suddito, tanto per capirci e sposare uno dei vitali argomenti, il cavalier king indossa il perizoma quando scoreggia ai concerti di Zucchero? e se si, il fatto di prendere area nuotando nella folla nelle di lui vicinanze, mi espone al rischio di
    A) affogare per via della mancanza di controllo nell’uso dei pertugi?
    B) perdere le mutande zompettando su BAILAMORENAAA?
    C) sostituire con un muscoloso istruttore l’intera tematica grafica di Neropillo basata sul fiorfiore di skulls&mushrooms?
    D) perdere a mia volta la spina dorsale e il suo contenuto in favore dei miei sovrani che ne farebbero un gustoso dessert?

    In attesa di un cortese riscontro la saturo (di complimenti)
    Neropillo(L.)

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