9 chili di patate e 1/2

Un altro ricordo del periodo universitario, che è rimasto fuori dall’antologia SSLMIT 3.0 Esercizi di scrittura.

§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§§

Con la prima giornata di pioggia dopo un mese ininterrotto di bel tempo, arriva puntuale l’attacco di “procionite”, quella voglia di pulizia radicale, quella fregola incontenibile di spazzare via tutto quello che ingolfa la casa ma che non si ha il coraggio di buttare, perché “non si sa mai”. Cose affastellate da settimane su mensole, ripiani e scrivanie, fino ad oggi innocue e invisibili, d’improvviso diventano insopportabili alla vista. Complice anche quell’uggia (finalmente riesco ad usare questa parola, erano anni che aspettavo il momento propizio) tipica delle giornate piovose, prendo il coraggio a due mani e apro il “cassetto della discarica”, una specie di limbo/anticamera del secchio della scovazza dove vanno a finire ammennicoli e accessori di varia natura. Inizio il vaglio di una serie di oggetti di dubbia – per non dire alcuna – utilità finché mi capita in mano un reperto di archeologia musicale. La custodia trasparente è rigata dal gran maneggio, ma abbastanza chiara da far intravedere il cartoncino con i titoli delle canzoni scritti a mano addirittura col Rapidograph, come si usava nella preistoria della musica portatile. Una musicassetta della colonna sonora di un film che negli anni ‘80 fece furore. Toccare quell’oggetto è stato come salire sulla macchina del tempo e ritornare al 14 febbraio 1988.

In quel giorno, anzi in quella sera, una delle Reti del Male trasmetteva per la prima volta in tv “9 settimane e 1/2”, più che un film, un lungo spot pubblicitario di un erotismo patinato e plastificato. Protagonisti Mickey Rourke con una faccia da coglione quasi peggio di quella che si ritrova adesso, e Kim Basinger, allo zenith della sua muliebre bellezza. Al di là del palinsesto televisivo, la serata sancì il gemellaggio della Scuola Superiore per Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori e la Casa della Fanciulla di via dell’Istria con la caserma dell’Esercito Italiano “Vittorio Emanuele  III” di via Domenico Rossetti. Due istituti quasi completamente femminili che ne incontrano uno maschile, in altre parole la paglia vicino al fuoco. La SSLMIT non era nuova a questo tipo di abbinamenti, in quanto i marinai della Navalgenarmi di Piazza dei Volontari Giuliani frequentavano con una certa assiduità le studentesse di via D’Alviano, con contatti sfociati in diversi amorazzi studenteschi e anche qualche tentativo – peraltro riuscito – di innalzare il tasso di natalità della madrepatria. Per non parlare delle frequentazioni, più sporadiche ma molto intense, delle suddette studentesse con i marines della VI Flotta in libera uscita quando la portaerei USS Saratoga attraccava al molo Bersaglieri. Quest’ultima attività socializzante era caldeggiata anche da una vetusta docente del corso di interpretazione che a lezione esortava le “putele”(eravamo quasi tutte femmine) con la frase: “‘ndè, ‘ndè, mulete, con qualche bel marinaio par praticar la lingua”, sottintendendo la lingua inglese, ma l’enunciato, estrapolato dal contesto, suona più come una istigazione al meretricio che altro. Il che la dice lunga anche sul “come” la docente abbia imparato la lingua del Bardo. Ma torniamo a bomba.

Sono passati diversi anni per cui i dettagli sono sfuocati, ma sta di fatto che il gemellaggio fu opera precipua di un un giovane maschio etero, simpatico e carino che, per motivi che ora mi sfuggono, aveva frequentato la foresteria della Casa della Fanciulla di via dell’Istria, anche questa serbatoio pressochè inesauribile di pulzelle illibate o sedicenti tali, molte delle quali anche studentesse di via D’Alviano. Come novello Ulisse, la “spina” – che per motivi di riservatezza, chiamerò, perché no, come l’eroe omerico – dentro il collegio gestito dalle monache iniziò a tessere una fitta rete di casti e pudibondi legami con le suddette fanciulle, sotto l’occhio vigile delle monache. Quando Ulisse traslocò in Caserma, aveva già al suo attivo un buon numero di conoscenze e contatti che non tardò a diffondere tra i suoi commilitoni. Tra ore di lezione eterne da un lato e obblighi di difesa dei sacri confini dall’altro, le frequentazioni tra i due gruppi erano frammentarie e discontinue. Per creare un maggior spirito di corpo (mai espressione fu più azzeccata) si decise, su suggerimento di Ulisse, di organizzare una bella visione cumulativa del film di cui sopra, accompagnata da abbondanti libagioni e ancora più abbondanti bevande dal tasso alcolico sopra il tollerabile. Per dare un tocco di classe al tutto, senza alcuna allusione neppur remota, si battezzò l’operazione “Patata Party” dato che Ulisse possedeva una friggitrice – che ci fa un soldato con una friggittrice? – mai utilizzata prima. Quindi ricapitolando, soldati single che incontrano ragazze single per vedere un film ad alto contenuto erotico. La paglia vicino al fuoco, come già detto, con una tanica di benzina a dare l’innesco.

Salvaguardia dei patri confini © Saulo Bianco, collezione privata

Salvaguardia dei patri confini © Saulo Bianco, collezione privata

Il tutto fu organizzato, manco a dirlo, con l’accuratezza di una campagna militare. Lo dico e lo ripeto sempre, se noi italiani mettessimo solo un decimo dello zelo che profondiamo nella preparazione di eventi gastronomici (picnic, grigliate, feste ecc.) saremmo i padroni del mondo. I compiti furono distribuiti in modo impeccabile, sia sotto il profilo logistico che etico. La casa di studentesse prescelta fu in via Baiamonti, abbastanza vicina sia alla CdF che alla Caserma. I maschi si sarebbero incaricati delle attrezzature, delle vettovaglie e delle bibite, le femmine della mise en place e della preparazione dei cibi. Come spesso accade per le feste, il passaparola fu fulmineo e da dieci-quindici che dovevamo essere, la conta dei partecipanti superò in breve la trentina di unità.

Il mio modesto contributo tecnologico alla serata consistette in un “giustizia-patate” una specie di ghigliottina manuale, che permetteva di ottenere chips perfettamente squadrate. Facciamo finta che sia del tutto normale che in una casa di studenti, dove di norma manca quasi tutto, a volte anche la tavoletta del wc, ci fosse un attrezzo così particolare. È così e stop. Ma prima di giustiziarle, le patate andavano lavate e pelate. La sottoscritta e le coinquiline della casa trascorsero un bel pomeriggio invernale a pelare un sacco enorme di tuberi che poi furono messi in ammollo, in acqua e sale  – per renderli più croccanti alla frittura – i dettagli sono importanti – nella vasca da bagno dell’appartamento. Un colpo d’occhio che nemmeno McDonald’s si sogna. Intanto l’ora fatidica si avvicinava e cominciavano ad arrivare i cibi portati dai convocati. Soldati e fanciulle, entrambi in libera uscita straordinaria, svincolati, in via del tutto eccezionale, dall’obbligo del contrappello militare e monastico bussavano alla porta carichi di vassoi e bottiglie. Valanghe di tramezzini, pizzette, patatine, pop corn, sfogliette di mais, salatini, arachidi, tsunami di mayonese e ketchup, wurstel, dadini di mortadella, mozzarelle, prosciutto tagliato a mano, insalata russa, di pollo, di qualsiasi cosa, una baraonda di grassi e trigliceridi. Nulla che fosse appena salutare e sano. No, solo e unicamente junk food. A vent’anni a malapena sappiamo di avere il sangue, figuriamoci se stiamo a pensare a colesterolo HDL o LHL. Il motto della serata fu “queo che no sòfega, ingrassa”. Da bere, intrugli con un tasso alcolico di poco inferiore alla benzina avio, ruscelli di Terrano e birra sufficiente per annegare gli egiziani che inseguivano Mosè nel Mar Rosso.

Il film iniziò nel silenzio generale. Ma tempo cinque minuti e l’attenzione si era spostata sulle cibarie. Un attimo dopo i titoli di testa eravamo tutti intenti a gozzovigliare, a montare di guardia alla friggitrice Tefal che in una sola serata riscattò una vita intera di oscurità e oblio dentro un pensile di cucina, a scambiare opinioni su questa pizza o quel tramezzino, mentre sullo schermo Mickey e Kim ci davano dentro con lussuria plastificata, nella nostra totale indifferenza. Tutte le aspettative di conoscenza biblica del prossimo naufragarono davanti a fiamminghe strabordanti di patatine fritte, vassoi di rustici e, gran finale, spaghettata di mezzanotte. Se un orgia ci fu, in via Baiamonti, fu solo calorica, perché nel campionato studentesco dei peccati capitali, la gola vinse sulla lussuria a mani basse.

In realtà, non lo so cosa successe veramente, dopo aver spazzolato anche l’ultima briciola dell’ultimo tramezzino e ripulito la zuppiera dall’ultimo spaghetto. Da pessima bevitrice quale ero e continuo ad essere, dopo un paio di bicchieri di qualcosa di simile alla trielina, mi addormentai sul divano abbracciata al cuscinetto da stadio della Triestina dove dormii come un sasso per il resto della serata.

Da quella cena nacquero simpatie, amori, amicizie, mi pare anche un matrimonio. Questi intrecci non mi videro mai coinvolta in prima persona, tutto quello che feci quella sera fu pelare chili di patate e ingozzarmi come un rospo. Ero troppo concentrata a studiare e a terminare in tempo gli esami per accorgermi di quello che mi accadeva intorno. Certo, a giudicare dalle occhiaie e dagli sguardi intontiti delle compagne di corso nei giorni a venire, successe parecchio, però io non me ne resi conto. Studiavo come un mulo e basta, ma dentro di me ero certa che il meglio dovesse ancora venire.

Annunci
Questa voce è stata pubblicata in Pensieri in mutande e contrassegnata con , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a 9 chili di patate e 1/2

  1. lonza65 ha detto:

    che dire… grazie per la lettura e per le belle parole, sono arrossita!

    Mi piace

  2. Matelda Codagnone ha detto:

    Grande, grande, grande!!! Ripeto…scrivi in modo leggero ma efficace, divertente ed ironico. Le parole scivolano sotto gli occhi.

    Mi piace

Che ne pensi?

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...