Le mie prigioni – di S.A.R. Gigio I

Le Roi, c'est moi
Le Roi, c’est moi © Giuseppe Marone

Venerdì 7 giugno

Sono stato tradotto, con l’inganno, dal CST (Centro di Stallo Temporaneo) per felini salvati dalla LAV di Castellammare Adriatico alla casa circondariale del villaggio costiero del monte Silvano. Io, re Gigio I, dai fasti delle corti europee e dalla quiete discreta delle certose, sono finito in un misero borgo di pescatori e balneatori. Ducunt volentem fata, nolentem trahunt. Seneca forse non conosceva il trasportino.

Questi umani bipedi sono veramente stupidi, pensano che noi gatti certosini non capiamo quello che dicono e invece, grazie alla nostra lunga frequentazione dei chiostri, non solo comprendiamo agevolmente il latino, il greco antico, l’ebraico, l’arabo e le principali lingue europee (per dire, io sono di madrelingua francese, visto che sono il gatto nazionale dei mangia rane), ma nel nostro DNA felino è insito un bagaglio culturale sterminato, che va dalla filosofia patristica e scolastica alla letteratura latina, dall’architettura romana e gotica all’utilizzo delle erbe officinali dell’Hortus simplicium. Potremmo discettare per ore con gli umani, ma il Padreterno o chi per lui, non ci ha fornito dello stesso apparato fonatorio dei bipedi. Poco male, alla fine: questi due che mi hanno preso in custodia sono un po’ grezzi, e se volessi discutere con loro del rasoio di Occam, penserebbero subito a uno strumento per tosare il mio folto e setosissimo manto. “Dai nemici mi guardo io, ma dall’ignorante mi salvi Iddio”, diceva la saggia lady Mary Berty More. How true.

Sabato 8 giugno

Con la servitù bisogna mettere in chiaro le gerarchie. Da subito. Stamattina sono uscito dal mio boudoir e ho ordinato che Lui sarà il mio maggiordomo e Lei la mia femme de chambre. Certo, ci vorrà del tempo, per addestrarli, d’altra parte non ci sono più i domestici di una volta, deferenti, umili e riconoscenti per un tozzo di pane raffermo e un giaciglio di foglie di pannocchie secche. Questi sindacati hanno messo troppi grilli per la testa alla plebaglia ed è sempre più difficile avere qualcuno di veramente affidabile. Per fortuna questi due mi hanno fatto trovare, oltre ad un bagno immacolato, il mio cibo preferito e hanno capito che, per motivi di dieta, devo fare quattro pasti bilanciati al giorno, con particolare predilezione per il croccantino di mezzanotte. Quando ero libero, al ritorno da teatro o dal cafè chantant, trovavo sempre qualcosa da sgranocchiare prima di occuparmi delle gattine. Visto che non posso più dedicarmi alle entreneuses, che almeno mi facciano consolare con il cibo.

Domenica 9 giugno

La prigione non è male. Abbastanza spaziosa e interessante, anche se per il momento l’ala est è chiusa per ristrutturazione, cosa molto grave perché avevo fatto capire con chiarezza (o almeno pensavo) che adoro stare in terrazzo a guardare il movimento, ma ora sono occupato con l’esplorazione dell’interno. Il tiragraffi è quello della vecchia prigione e mi piace, anche se affondare le unghie nell’alcantara dei divani è un’esperienza tattile altrettanto rarefatta e piacevole. Caduta di stile deprecabile invece per il tappeto, un grossolano – quelle horreur! – Ikea Springkorn in puro sintetico al 100%, un vero supplizio, per me che sono abituato agli Esfahan e ai Bukhara Kashmir.

Oggi è il giorno di libertà della femme, è andata a vedere IronMan 70.3. Mi chiedo se si può essere più sciocchi, ordinari e superficiali… ore e ore a vedere bipedi umani che sputano l’anima su e giù per la città a nuoto, in bici e a piedi. Ma che spettacolo è? Volgarità allo stato puro, questa dimostrazione di forza. D’altra parte, de gustibus non est disputandum. È rientrata tardissimo e il Maggiordomo le ha fatto una lavata di testa con i controfiocchi, perché doveva essere a casa in tempo per preparare la cena per lui. Ben fatto, caro Maggiordomo, così lei impara a perdersi dietro quattro atleti bombati.

Lunedì 10 giugno

Devo ridurre la paga al Maggiordomo. Ho scoperto con raccapriccio che ha un altro lavoro, che lo tiene lontano da quello principale (accudire la mia augusta persona) per tutto il giorno. Però quando rientra si fa perdonare, mi massaggia la pelliccia con quella goduriosa spazzola che mi striglia dolcemente la groppa e poi mi fa giocare tantissimo, cosa che adoro fare, specialmente la sera. Mi fa trovare sempre ciotole pulite, acqua fresca e divano a tre posti a disposizione solo per me. Si comincia a ragionare. Abbiamo guardato un film in tv, “Marilyn” che mi ha fatto venire un po’ sonno. Invece la femme de chambre si è molto appassionata a questo lungometraggio romantico e un po’ di maniera. Bah, le femmine…

Martedì 11 giugno

Houston Houston, we have a problem.” L’accesso alle regie cucine è ostacolato da un antagonista. È grigio metallizzato (come me), fa le fusa (come me) e soffia (come me) ma è almeno centoventi volte più grosso di me. E devo ammettere che mi incute timore. Gli umani lo chiamano “frigo” (non lo conoscevo, in convento avevamo la neviera per conservare il cibo) e lo tengono in grande considerazione, visto che gli si inchinano davanti ogni volta che aprono lo sportello. Questa cosa non mi piace. Per niente. Io sono l’unico a cui tributare onore. Devo risolvere la faccenda al più presto.

[fine prima parte]

10 risposte a "Le mie prigioni – di S.A.R. Gigio I"

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  1. uomini vs animali … animali vs uomini: la lotta per la sopravvivenza e’ in corso.
    Finiremo tutti a mangiar croccantini? Maestà il popolo ha fame …

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  2. Lorenza…è bellissimo, siamo rimasti a bocca aperta: la tua prosa, colta e ironica, ci ha regalato un momento di autentica gioia e ci ha commossi. Aspettiamo con ansia le ulteriori riflessioni di S.A.R. Gigio I. Un bacio a tutti! Teresa e Leonardo , del CST di cui sopra

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      1. Ma quaea lesa maestà e nobili ranghi se non sbalio i to antenati i ndava par sorxi e
        pantegane. Comunque quà semo in republica e semo liberi citadini. Piutosto caro el
        me sior Jijio a vardar e so fotografie el me pare ben in carne, podaria vegner fora na
        cubia de sopresse da magnar con la polenta brustolà. Sior lustrissima grassia a risentirse

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  3. Il sogno di mille gatti (Le Terre del sogno- Sandman) Neil Gaiman
    ma non farlo leggere a S.A.R. Gigio I che potrebbe prendere terribili spunti…

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