Integrazione linguistica e alimentare

Poco lontano dal luogo della conversazione del post precedente, è stata aperta una macelleria halaal. Il cibo, assieme alla lingua, è un potente veicolo di integrazione e la vetrina della macelleria lo testimonia.

Integrazione alimentare

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5 risposte a Integrazione linguistica e alimentare

  1. lillopercaso ha detto:

    Bello! E magari di fianco a un profumato Indiano vegetariano

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  2. rossodipersia ha detto:

    Non entro nel merito del vostro ricco scambio di memoria, ma riporto solo un nome dialettale (della mia di terra) che per mia nonna indicava gli Agretti o Barba di Frate, quella deliziosa verdurina a stelo sottile:
    Li minescurde
    significato ancor oggi rimasto sconosciuto ma che non toglie nulla al fresco piacere di gustarli all’agro 🙂

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  3. lonza65 ha detto:

    i fideƚìni hanno ammorbato le convalescenze di noi baby boomers!
    e si potrebbe andare avanti per pagine e pagine, con esempi di prestiti dalle varie lingue, con buona pace dei leghisti e delle loro presunte purezze di razza, cibi e abitudini. Tanto per restare nell’ambito del nostro amato dialetto, il termine bagigi viene dritto dritto dall’arabo, ḥabb “bacca” e ‘asīz “pregevole, rinomato” e adesso che sento i due suoni staccati e richiamo alla mente la forma dei bagigi, hai visto mai che i cabbasisi di conio camilleriano non abbiano la stessa etimologia. Se Crevatin, invece di raccontarci tutte quelle s****** sui bawlè, ci avesse insegnato un po’ di filologia…

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  4. saulo ha detto:

    Da piccolo, quando mi veniva la febbre o stavo poco bene, oltre alla schifosissima camomilla rigorosamente con biscotti secchi per colazione, a pranzo o cena mi veniva propinato il solito piatto di brodo con pastina piccola o capelli d’angelo, in dialetto “fideƚìni”. Per fortuna che il brodo mi è sempre piaciuto. Ma per tornare a bomba sul pezzo, ecco un “citazione citabile” molto interessante, che sempre più mi supporta nella convinzione che sono molte più le cose che ci uniscono di quelle che ci dividono.

    “In Europa, alcuni nomi di pietanze medievali evocano un’origine araba, come ad esempio: festiggia (fastuqiyya: pietanza ai pistacchi); fidei e fidellini (fidāwish: tipo di pasta da cui i fidelari, che erano gli artigiani specializzati nella fabbricazione della pasta a Genova; romania (rummāniyya: pietanza alle melagrane); limonia (limūniyya: pietanza ai limoni); somacchia (summāqiyya: al sommacco)” (Lilia Zaouali, L’Islam a tavola – Dal medioevo a oggi, Laterza, 2004 (traduzione: Egi Volterrani)

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