Cronache dal fronte della lotta per l’indipendenSa padana – 3 – Una gita a Venezia

Il bambino Chevin, che frequenta la scuola elementare “Eroi del campanile di San Marco” registra sul suo diario la gita a Venezia con il padre e il cugino Maicol. Il brano è tratto dal sito:

http://forum.thetop.it/viewtopic.php?t=1924&postdays=0&postorder=asc&start=45

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Caro diario,

oggi è stato l’ultimo giorno di vacanza e mio papà mi ha portato a Venezia a una grande festa. C’era anche mio cugino Maicol. Io e Maicol andiamo molto d’accordo anche se lui non è come noi infatti abita sotto l’Adige. Devi sapere che a Venezia c’è tanta acqua, ma non come la nostra acqua dei fossi, tanta di più (lì però non ci sono rane)! Così di più che per arrivare alla festa abbiamo fatto un fracco di su e giù per i ponti che pareva di essere nella giostra a catenelle della sagra. Quando siamo arrivati alla festa c’era già moltissima gente. Avevano tutti la camicia verde e delle bandiere bianche con la foglia di marijuana sopra fatte più o meno così:

marijuanache io mi sono un po’ vergognato e glie l’ho anche detto al mio papà: ‘Guarda che la maestra ce l’ha detto e ridetto che quella roba là è proibitissimo usarla e che fa tanto male e si va anche in galera e io non ci voglio andare’. Lui mi ha guardato male e mi ha detto di stare buono che non posso capire. Sempre così lui, quando ha torto mi dice di stare zitto. Così mi sono messo vicino a Maicol e abbiamo cominciato ad ascoltare un signore grosso e grasso come Obelix che stava urlando dal palco: ‘Basta puttane! Basta negri! Basta drogati! Basta mussulmani! Basta culattoni! Basta zingari! Basta tasse! Basta Roma!’ Un discorso semplice da capire anche per noi bambini. L’unica cosa che non ho capito è perché se la prendeva con i drogati proprio davanti a tutta quella gente con la bandiera della marijuana. Ho provato a chiederlo al mio papà sperando che gli fosse passata ma mi ha dato un’occhiata che ho capito subito che era meglio lasciare perdere. Subito dopo è salita sul palco una signora, una parlamentare ha detto il presentatore, identica a Vanna Marchi e ha detto che siamo bellissimi e che una cosa così non si vede in nessun posto al mondo e che ci pensava lei a farci dare un premio. Prima di scendere dal palco ha detto: ‘Giurosolennemente’, non so cosa vuol dire ma lei ha detto esattamente così, ‘che farò tutto il possibile per far diventare questa festa patrimonio-della-lumanità-del-lunesco’. Cosa sia non lo so, ma deve essere una cosa importante perché tutta la gente lì intorno ha cominciato a urlare: ‘Sì, ecco brava, così si fa! Anche noi vogliamo essere patrimoni della lumanità’ ‘Giusto, brava! E subito dopo andiamo tutti all’isola dei famosi!’ Qui Maicol ha detto una stupidaggine e si è anche preso uno sberlotto da mio papà che mi ha fatto tanto ridere. Ha detto che gli pare più importante il lunesco e la lumanità che l’isola dei famosi. Ma mio papà, giustamente, gli ha detto: ‘Cretino! Quanti spettatori fa il patrimonio-della-lumanità-del-lunesco?’. Dopo di Vanna Marchi è venuto il turno di uno importante. Il presentatore l’ha chiamato sul palco come una star di Ollivud: ‘Ledisengentlemen, ho il piacere e l’onore di chiamare sul palco il Ministro che tutto il mondo ci invidia, il Terrore degli Extracomunitari, il Profeta della Tolleranza-Zero, il Sacerdote dell’Impronta Digitale. E’ lui! E’ qui!’.  E’ entrato sul palco in un frastuono terribile questo signore con gli occhiali da sole e il berretto da pilota di elicottero. Al guinzaglio aveva due canilupo più grandi di lui con gli occhi rossi di sangue che abbaiavano come matti e mostravano i denti. Lui ha fatto un gesto con il braccio e tutti sono stati zitti anche i cani. E poi strizzando l’occhio: ‘Loro si chiamano Ciacnorris e Gionuein‘. E tutti in piazza giù a ridere. Hai capito che figata? Li ha chiamati con il nome di due che sanno sempre chi ha torto e chi ha ragione e che gli danno un fracco di botte a chi ha torto e alla fine vincono loro e i buoni trionfano. Dopo ha fatto anche lui un discorso breve breve e semplice: ‘E’ quasi pronto l’accordo con l’aviazione militare: fra poco useremo i caccia per garantire la sicurezza nelle città!’ E se ne è andato in un diluvio di applausi.

Ma il bello, caro diario, doveva ancora venire. A questo punto è salito sul palco un signore vestito da Albertodagiussano, con l’elmo, l’armatura, lo spadone e tutto. Improvvisamente c’è stato un grande silenzio. Lui lì fermo immobile sul palco che ci guardava. Noi zitti e fermi che lo guardavamo. Poi ha sguainato lentamente lo spadone, l’ha alzato al cielo e ha cominciato a parlare. Hai presente la voce di Ulk-che-emette-rumori-di-distruzione? Uguale identico. E allora ha detto alla piazza: ‘Inginocchiatevi!’ E noi giù tutti inginocchiati come quando il prete alza il calice. E poi ha detto: ‘Scudiero, lampolla!’ Io e Maicol ci siamo guardati e mio papà si è accorto subito che non avevamo capito e ci ha detto sottovoce: ‘Voce del verbo lampollare’ Io ho guardato bene bene, ma non ti so dire se lo scudiero ha lampollato o no. Però ha passato a Albertodagiussano una butillietta piena di acqua. E allora Albertodagiussano alzando in alto la butillietta si è rivolto alla piazza e le ha detto: ‘E’ acqua del Tevere questa?’ E la piazza: ‘Noooo, noooo’ ‘E’ acqua del Golfo di Napoli questa?’ ‘Nooo, viaaa, merdaaa’ ‘E che acqua è questa allora?’ Diopò-Diopò-Diopò-Diopò’ Un rumore che tu neanche te lo immagini. Anche mio nonno mi ricordo che delle volte diceva così e allora mia nonna gli diceva: ‘No biastemare! Te ‘ndaré al inferno vecio mato!’ Io e Maicol abbiamo pensato che deve essere che se si fa tutti assieme in tanti non vale come bestemmia. Alla fine Albertodagiussano si deve essere stancato perché ha buttato l’acqua della butillietta nel canale lì vicino. Però prima di andare via ci ha detto: ‘Fra poco ci sarà il federalismo. E questa terra tornerà ad essere indipendente come era una volta!’ Lì sul momento non sono riuscito a fargli la domanda al mio papà perché c’era un rumore che non si poteva parlare. Ma dopo gli ho chiesto: ‘Papà, ma quando è stato che qui c’era l’indipendensa?’ Lui ci ha pensato su un momento e poi mi ha risposto: ‘Adesso non mi ricordo bene, deve essere stato ai tempi della prima guerra di indipendensa. C’era il Papa che voleva, i Savoia no, Federico II che faceva il doppio gioco. Ma alla fine al congresso di Vienna ha vinto Garibaldi e noi siamo diventati indipendenti. Ma per poco però perché sono arrivati i romani che ci hanno battuto a Cannes’.

Insomma caro diario è stata una giornata molto istruttiva. Ti faccio il riassunto di tutte le cose che ho imparato:

– il verbo lampollare. E’ vero che non so cosa vuol dire ma appena gli passa me lo faccio spiegare dal mio papà.

– bestemmiare sarà anche peccato mortale come dice il prete ma se si fa in tanti no.

– che è colpa dei romani se non siamo più indipendenti.

– se vince questo federalismo la marijuana non sarà più proibita. Di questo però non sono proprio sicurissimo. Domani è meglio che lo chiedo alla maestra.

E con questo per oggi ti saluto. Passo e chiudo.

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6 risposte a Cronache dal fronte della lotta per l’indipendenSa padana – 3 – Una gita a Venezia

  1. lillopercaso ha detto:

    Uhmm.. a me pare che il piccolo Chevin potrebbe venir su bene nonostante.

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  2. malielan ha detto:

    da moriree:)

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  3. lonza65 ha detto:

    🙂 Vi ringrazio entrambe per la vostra attenzione nei miei riguardi. Ho ceduto molto tempo fa la mia quota-abitante del Veneto alla mia carissima amica ligure che da La Spezia si è trasferita nel veronese ultraleghista, mentre io, lasciati gli ampollanti e Diopò, sono stata accolta a braccia aperte e arrosticino in resta (appunto, a mo’ di alabarda) nell’Abruzzo forte e gentile.
    Ehm, se potessi chiedere una modifica allo stemma, preferirei, al posto della foglia di maria, un leone di San Marco con un bel rostello al posto della spada… Noblesse oblige.

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  4. Lorella ha detto:

    Lady Right merita un vero e proprio stemma nobiliare con tanto di pecore e rostelle incrociate a mò di alabarda. Giusto una foglia di marijuana al centro, in onore delle origini padane e dello stato confusionale in cui versa gran parte degli ampollanti>>:D

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  5. annamaria anselmi ha detto:

    A questo punto mi chiedo…ma alla L’onza sarà concessa la doppia cittadinza?
    E comunque mia cara…più del redditometro mi preoccuperei del ROSTELLOmetro…

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